The seven days of paz83

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Il settimo giorno paz scrisse

Apocalypse Le(o)ft Now-REDux

Settimana di Travaglio – è proprio il caso di dirlo- in casa sinistra. Quello che hanno partorito è stato l’ennesimo tombino di ghisa sui piedi, come se non bastassero già tutte le picconate che già si autoinfliggono. Che non si crederebbe vero se non fosse scritto, se non si potesse vedere. Eppure sta scritto ovunque e lo puoi pure vedere e sentire, basta una piccola ricerca in rete. Piazza Navona è stata come montare un trabucco – arma usata negli assedi in epoche medioevali – e puntarlo contro le mura del proprio castello con tutti i cortigiani dentro, inermi a prendersi le bordate. Giocoforza la cosa ha certo fatto comodo a qualcuno. Indebolire le mura del maniero Veltroniano è, ora come ora, la priorità delle sinistre. Si, sembra assurdo, ma al primo posto dei pensieri in rosso c’è la capitolazione, a tutti i costi, del monarcato Veltroniano in favore di una nuova generazione di leve politiche. Insomma, il tanto atteso rinnovamento. Ovviamente la deposizione di Re Walter il rinnovatore, passa con l’appoggio e il bene placido di non certo nuovi figuranti in questa tragedia. Parisi, la Bindi e ovviamente l’acerrimo nemico, colui che lo sfidò in una battaglia all’ultimo sangue per la successione alla reggenza di Achille Ochetto. Massimo D’alema. L’autore, l’inventore di quella associazione “culturale” dal nome che ricorda tanto il passato: Red, che poi leggo, esser un acronimo che invece vuole spingere, tanto, verso il futuro, Riformisti e Democratici – quelli insomma che Veltroni lo vogliono, si, ma da un’altra parte, possibilmente fuori dalla scena- e che altro non è che una delle ormai famose correnti interne al PD, una delle fazioni che preme nella ressa del tutti contro tutti, ma tutti uniti per abbattere Walter. Parisi è stato forse uno dei pochi a a gridare contro la reggenza Veltroniana. Ma non è certo il rinnovamento lui. Anche Cuperlo, giovane, lui si, nuovo mastino scagliato contro il papa Walter I. Ha attaccato. Peccato che il guinzaglio lo tenga ben saldo nelle sue mani Massimino Massimone detto D’alema, che in tutti i modi ci prova. Poi ci sono gli amici di Rosi, la Bindi. Lei ancora consuma quantità da tossicomane, di digestivo giuliani, per farsi andare giù quelle primarie su cui forse aveva puntato troppo. Persino la nostra ministra gnocca, l’anti Carfagna, con un po’ molto più sale in zucca, Melandri, ha fondato un movimento- contro corrente- che vorrebbe essere appunto contro la moda del correntismo interno al pd, e che finisce per essere un’altra corrente che lotta per il sogno supremo, la caduta di Veltroni. A questi aggiungiamo anche Democratici in rete, altra corrente ideata da Goffredo Bettini. Veltroni aspetta ottobre. Un caso? Un mese che storicamente dovrebbe far sussultare. D’alema non sarà di certo ad Helsinki, ma molto più vicino. All’interno del loft piddìsta, però, ancora sembra di vedere una certa divisione, come tra i soviet operai e contadini all’epoca. Se per allora nascerà una sorta di comitato centrale, unito per quel unico solo scopo, allora rimarrà solo da trovare il Trotsky sacrificale, uno che, in tutta la questione dovrà guardarsi le spalle dal manovratore occulto, pronto a epurarlo non appena i tempi saranno maturi per uscire allo scoperto.Uno come Cuperlo ad esempio. Che in un’intervista sull’espresso cita Umberto Saba traendo un suo passaggio dell’opera “scorciatoie e raccontini”: “Gli italiani non sono parricidi; sono fratricidi… Vogliono darsi al padre, ed avere da lui, in cambio, il permesso di uccidere gli altri fratelli.”
Che è come dire, non dobbiamo litigare e ucciderci tra noi all’interno del PD, dobbiamo uccidere il padre, abbattere lui. Resta da capire quanti padri ha il PD. Veltroni è forse quello da eliminare. Ma chi per ora dà il permesso per fare furia e tempesta contro gli altri, di fratelli, è D’alema. Almeno a Cuperlo.

Se questa è la sinistra unita, rinnovata, la nuova forza del paese, se questa è la strada, io allora credo che bisognerebbe cambiare la ditta che ha riasfaltato il nuovo corso storico della sinistra. Nulla è cambiato. Le buche rimangono. Tante, insidiose e dannose.

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